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Val malenco

Categoria
Trekking sezionale
Data
Sabato 8 Giugno 2019 06:30 - 16:30
Luogo
Giro ad anello Rif. Zoia ( 2021 m )- Passo di Campagneda ( 2625 m)– P.sso Canciano (2464 m)– Val Poschiavina (2220 m) – Rif. Zoia ( 2021 m)
Telefono
349 2234769
Email
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Referente attività:
Beppe Zucchetti
Dislivello
800m
Difficoltà escursione
E - EE
Accompagnatore
Beppe Zucchetti
Durata complessiva
6 ore circa
Contributo escursione per soci:
2€
Assicurazione non soci
OBBLIGATORIA
Contributo escursione non soci:
2€ + 9€ di assicurazione obbligatoria
Ricordati di avere:
ACQUA
.
PRANZO AL SACCO
.
BASTONCINI TELESCOPICI
.
GUANTI
.
CAPPELLO INVERNALE
.
KWAY
.
CAMBIO
Note aggiuntive
Possibilità di attraversare lingue di neve
File Allegato

Iniziamo la nostra escursione seguendo la segnaletica verticale indicante il Rifugio Zoia che raggiungiamo dopo pochi passi. Dal Rifugio si gode un ampio panorama sulla diga di Campo Moro, l’Alpe Campolungo, il Monte Disgrazia (3678 m) e il rifugio Motta. Proseguiamo il nostro cammino seguendo la segnaletica verticale indicante dritto Alpe Campagneda (ore 0,20), Passo di Campagneda (ore 2) mentre girando a sinistra si sale al Monte Spondascia (ore 2,10). Questo tratto di sentiero viene utilizzato in inverno dagli escursionisti muniti di ciaspole. Questo è un punto particolarmente panoramico dal quale si possono vedere molte cime della Valmalenco. Proseguiamo dritto e arriviamo all’Alpe Campagneda(2140 m) dove la segnaletica verticale indica il rifugio Cà Runcash (ore 0,05), Laghi di Campagneda (ore 0,50) e Passo di Campagneda (ore 1,40). Dall’inizio a qui abbiamo percorso 2 km superando un dislivello di 255 metri con pendenza media del 10,9%. Proseguiamo fino alla grossa stalla, dove finisce la carrareccia e continuiamo su sentiero in salita che si snoda attraverso i prati. Dopo aver superato una ripida salita, vediamo il primo lago di Campagneda (2276 m). Arrivati al bivio giriamo a sinistra e dopo una breve salita raggiungiamo il secondo lago di Campagneda, della stessa dimensione del primo. Da qui la salita si fa un po’ più ripida, ma la fatica è ricompensata dalla vista di alcuni laghetti nei quali si specchiano le cime circostanti. Il sentiero prosegue in salita e dopo aver oltrepassato un breve tratto “atterzzato”, facciamo una sosta per ammirare il fantastico panorama sull’Alpe Campagneda. Da qui parte una sassaia che attraversiamo fino ad arrivare al passo di Campagneda (2615 m). Non l’abbiamo ancora nominato, ma fino a questo punto del percorso siamo stati in compagnia del pizzo Scalino (3323 m), del quale abbiamo sempre avuto in bella vista la cima per tutto il tragitto. Dal passo Campagneda ne abbiamo potuto ammirare anche la vedretta. Dall’Alpe Campagneda a qui abbiamo percorso 3,8 km superando un dislivello di 482 metri con una pendenza media del 12,6%. Faccimo

una sosta per goderci il meraviglioso panorama e per scattare qualche foto. La segnaletica verticale indica dritto Passo Canciano (ore 0,20) mentre a sinistra, per escursionisti esperti, Monte Spondascia (ore 1,30). Riprendiamo la discesa verso il passo di Canciano e non possiamo fare a meno di scattare fotografie, perché il panorama è veramente spettacolare. Sembra quasi un paesaggio lunare, se non fosse per la presenza di numerosi specchi d’acqua che fanno da ornamento al paesaggio alpino. Sul sentiero, ben segnalato, incontriamo un ponticello di legno che ci permette di attraversare il torrente Valle Poschiavina che scende dai ghiacciai. Dopo un breve tratto in piano arriviamo al passo di Canciano (2498 m) dove troviamo il termine di confine Italia-Svizzera, datato 1930. La segnaletica verticale indica dritto Quadrada (ore 1 ¼), Selva (ore 2 ¼) e Le Prese – Poschiavo (ore 3 ½) mentre girando a sinistra Passo d’Ur (ore 0,20). Appena superato il laghetto si apre, sulla sinistra, la Val Poschiavina mentre noi proseguiamo dritto seguendo la segnaletica verticale indicante Passo d’Ur (ore 0,20) e Passo Confinale (ore 2,10) mentre girando a sinistra Alpe Val Poschiavina (ore 1,10) e Diga di Gera (ore 1,30). Giunti al Passo dell’Ur (2520 m), ci attende un altro bel laghetto, anche questo con meno acqua rispetto a 5 anni fa. Dal Passo di Campagneda a qui abbiamo percorso 2,7 km superando un dislivello di 112 metri. Facciamo il giro del lago (200 metri) e poi proseguiamo seguendo la segnaletica verticale indicante Alpe Val Poschiavina (ore 1) e diga di Gera (ore 1,30). Da qui parte la discesa verso la Valle Poschiavina mantenendo l’omonimo torrente alla nostra sinistra. Il sentiero si snoda su un pendio erboso a mezza costa e noi seguiamo i segnavia bianco-rosso fino a giungere all’incrocio dove ci immettiamo sul sentiero che scendeva appena dopo il passo di Canciano. Proseguiamo quasi in piano fino a raggiungere l’Alpe Poschiavina (2220 m) dove facciamo una breve sosta per scattare qualche fotografia e rifornire le borracce all’unica fontana di tutto il percorso. La segnaletica verticale indica dritto Diga di Gera (ore 0,25) e Campo Moro (ore 1) mentre girando a destra Alpe Gembrè (ore 0,25) e Rifugio Bignami (ore 1,40). Proseguiamo dritto e poco dopo ci appare il Lago di Gera. In lontananza possiamo notare il Rifugio Bignami. (2401 m) e, alle sue spalle, la Vedretta di Fellaria. Intanto che stiamo fotografando il ghiacciaio si verifica una slavina che riempie con il suo rombo l’intera ci appare il Lago di Gera. In lontananza possiamo notare il Rifugio Bignami. (2401 m) e, alle sue spalle, la Vedretta di Fellaria. Intanto che stiamo fotografando il ghiacciaio si verifica una slavina che riempie con il suo rombo l’intera valle. Proseguiamo la discesa e raggiungiamo lo sbarramento della diga di Gera (2175 m). Questa è la diga in esercizio più alta d’Italia, costruita nel 1964, a Gravità ordinaria in calcestruzzo, ha un’altezza di 174 m e una lunghezza di 530 m. Continuiamo la discesa, oltrepassiamo il parcheggio, dove è presente un’area attrezzata e proseguiamo verso la diga di Campo Moro (1965 m) che raggiungiamo in breve tempo.

 
 

Altre date

Evento: Sabato 8 Giugno 2019 06:30 - 16:30

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